top of page

STORIA
VILLA DOTTORI, SETTE GNOATO, ZINI,
detta “PALAZZO ROSSO”
Palazzo Rosso, così come lo conosciamo oggi, affonda le sue radici nella seconda metà del Seicento. È probabile che sia stato costruito attorno al 1680: pochi anni dopo, infatti, la famiglia Dottori volle impreziosirlo con un oratorio privato dedicato a Santa Maria Elisabetta, nascosto nel silenzio della corte interna.
Il primo proprietario di cui abbiamo memoria è il nobile padovano Lionello Dottori, e da lui la dimora passò nelle mani del figlio e poi del nipote, seguendo il naturale fluire delle generazioni. Il destino del palazzo cambiò quando Giorgio Emo Capodilista, anch’egli nobile padovano, ne acquisì la proprietà come parte della dote della moglie, la contessa Caterina Anna Dottori. Un dono di famiglia, insomma, per suggellare un’unione importante.
Nel 1828, però, un nuovo capitolo ebbe inizio: Giorgio vendette il palazzo e i terreni circostanti a Pietro Gnoato, un uomo che, come ricorda l’epitaffio inciso sulla facciata principale, riuscì con impegno, costanza e onestà a costruirsi un patrimonio quasi dal nulla.
È il nipote adottivo, Sette Gnoato, a dedicargli quella lunga e affettuosa iscrizione, memoria di un legame profondo e di un’eredità non soltanto materiale.
A metà Ottocento Palazzo Rosso era visto come una residenza di villeggiatura, ma anche come centro di vita agricola. Nel 1872 passò a Luigi Camerini, e pochi anni dopo venne ufficialmente registrato come un elegante edificio di tre piani e diciotto stanze, che in seguito divennero addirittura trentadue. Alla morte di Camerini, la casa rimase alla moglie e al figlio, continuando così il suo viaggio attraverso le famiglie del territorio.
Il Novecento portò nuovi passaggi: prima alla “Società anonima Credito Italiano”, poi, nel 1935, alla famiglia Mioni. Dopo varie successioni e con un testamento che non assegnava le parti con precisione, nel 1959 il palazzo venne infine lasciato a quattro eredi tra Mioni e Tiraboschi.
Negli ultimi decenni l’azienda agricola viene gestita dalla famiglia Zini, che oltre a coltivare i campi, realizza nel 2006 uno splendido agriturismo in una delle ali della Barchessa.
Il canale Bisatto
Sul retro di Palazzo Rosso scorre ancora il canale Bisatto, un corso d’acqua antico, scavato nel 1143 per deviare parte del Bacchiglione. Un tempo era una piccola via di commercio: le barche passavano lente, scaricando merci e trasportando pesce verso le pescherie costruite lungo le sue sponde.
Non stupisce, quindi, che sul retro della villa si trovi un vecchio attracco: un punto d’arrivo per chi arrivava via acqua, forse per i nobili padovani in visita, forse per coloro che portavano prodotti e rifornimenti alla casa.
bottom of page
